{"id":698,"date":"2020-04-15T17:08:45","date_gmt":"2020-04-15T15:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mc-data.it\/?p=698"},"modified":"2020-12-29T12:07:31","modified_gmt":"2020-12-29T11:07:31","slug":"smart-working-tra-agilita-e-intelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mc-data.it\/?p=698","title":{"rendered":"Smart Working &#8211; tra agilit\u00e0 e intelligenza."},"content":{"rendered":"\n<p>COVID-19 sar\u00e0 ricordato per molto tempo. Soprattutto per il raccapricciante conteggio dei deceduti &#8211; letteralmente &#8220;Caduti&#8221; in questa lotta batteriologica globale &#8211; ma anche per l&#8217;aumento esponenziale del digitale e dell&#8217;uso della tecnologia; per l&#8217;impegno profuso da parte di larghe fasce di popolazione prima restie a convertirsi all&#8217;uso dell&#8217;Informatica, per l&#8217;alfabetizzazione informatica indotta a ritmi serrati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto lo smart working inteso, a seconda, come &#8220;lavoro intelligente&#8221; o &#8220;lavoro agile&#8221;, \u00e8 stato per molti, e continua tutt&#8217;ora ad essere, una alternativa, l&#8217;unica probabilmente, per rimanere in contatto pur rispettando un rigido distanziamento sociale; per continuare a lavorare seppur segregati in casa; per conservare un minimo afflusso economico un minimo contatto con i clienti. Per altri \u00e8 diventato addirittura uno stimolo a ricercare nuove forme di mercato &#8211; istuzione a distanza, consegna di semilavorati a domicilio, creazione di video &#8211; tutorial ad hoc, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercher\u00f2, dunque, di introdurvi al mercato globale dello smart working con una breve descrizione di quali sono i termini e i principali metodi utilizzati.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Cloud Computing<\/h4>\n\n\n\n<p>Molti conosceranno questa parola, la Nuvola. Usato, quando non abusato,  frequentemente nel mondo commerciale per rendere luccicante una proposta. Per dar lustro a prodotti diversamente di scarso interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di Nuvola, di Cloud Computing, bisogna sapere che non \u00e8 un&#8217;invenzione degli ultimi anni. Personalmente ricordo che sottoscrissi il mio primo indirizzo @ a met\u00e0 anni 90, era nel dominio @libero.it. Come che centra, c&#8217;entra, eccome, perch\u00e8 le email e i server di posta elettronica sono di fatto dei Cloud: un server geolocalizzato in qualche posto nel mondo, ma raggiungibile da qualsiasi luogo, ovunque vi sia una connessione ad Internet. Non dimentichiamo neppure i servizi di &#8220;Internet Banking&#8221;, anch&#8217;essi in Cloud Computing. E questi, che sono solo degli esempi, esistono dalla notte dei tempi (dal punto di vista informatico). La vera rivoluzione, che ha visto la ribalta dei vari Facebook, Amazon, Google e, a ruota la Apple, la Microsoft e altri colossi che non sto qui ad elencare, \u00e8 stata la disponibilit\u00e0 di enormi risorse HardWare in spazi relativamente ridotti (non si pensi solamente allo spazio di archiviazione di migliaia di Petabyte, ma anche all&#8217;immensa capacit\u00e0 di calcolo sviluppata in piccoli spazi). La disponibilit\u00e0 Hardware insieme all&#8217;aumento esponenziale di disponibilit\u00e0 di banda, di dorsali in fibra ottica, di pacchetti che da Milano raggiungono un Server in California in meno di 10 millisecondi, questo \u00e8 il Cloud, il vero Cloud Computing. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Colaborative Working<\/h4>\n\n\n\n<p>In seguito all&#8217;aumento della disponibilit\u00e0 di dati e di banda Internet, sempre pi\u00f9 frequentemente si \u00e8 fatto ricorso al collaborative working, ossia la possibilit\u00e0 di lavorare in maniera, quasi, simultanea sui medesimi dati. A partire dal Cloud, inteso come archiviazione di dati nella Nuvola, molti colossi ed anche piccoli &#8220;provider&#8221; hanno trasformato gli storage di archiviazione in veri e propri punti di condivisione a partire dai quali l&#8217;utente, previa minima preparazione, \u00e8 stato in grado di condividere con collaboratori i propri dati. Questo, prima di ogni altro, ha consentito un concreto sviluppo del concetto di Smart Working.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe troppo lungo e fuori tema affrontare qui la genesi del collaborative working, della condivisione di dati in cloud, d&#8217;altronde chiunque abbia utilizzato &#8220;il mulo&#8221; (emule), &#8220;adumanza&#8221; (il suo sottoprodotto limitato all&#8217;interno della rete Fastweb) o &#8220;Mega Upload&#8221; sa di che cosa io stia parlando. Quello che importa, qui, \u00e8 tracciare una mappa dell&#8217;origine dello smart working che ci porta diretti ad utilizzare lo studio di casa, o, pi\u00f9 semplicemente, un&#8217;improvvisata scrivania nella camera dei propri figli, come ufficio da cui continuare a lavorare , quasi, come se si fosse in ufficio. Certo c&#8217;\u00e8 una differenza sostanziale tra collaborative working e smart working, anche se, ai tempi del Coronavirus molti dei due aspetti si sovrappongono. Il collaborative working pu\u00f2 permetterci di accedere ai nostri dati ovunque noi siamo, di condividerli con i nostri colleghi in tempo (pressoch\u00e8) reale, di riunirci difronte ad un progetto e, oltre a modificarlo, di aggiungere o approvare note, di parlarci. Persino di guardarci tutti in faccia, come se fossimo in una unica sala riunione, magari con qualche ritardo nella voce, qualche &#8220;fuorisincrono&#8221; alla Ghezzi, ma \u00e8 pur sempre collaborative working e non Smartworking.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Remote Working<\/h4>\n\n\n\n<p>A integrazione di tutto quanto sopra (sommariamente a favore di sintesi) riportato in senso di lavoro condiviso, si affianca il concetto di &#8220;remote working&#8221;. Non che il concetto di lavoro da remoto non sia gi\u00e0 compreso in tutti gli aspetti precedentemente trattati, dal cloud computing al collaborative working, ma esso aggiunge qualcosa a tutti. <\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo ad immaginare di essere costretti a rimanere a casa, da un giorno all&#8217;altro, senza preavviso, dunque senza possibilit\u00e0 di prepararci, ma, contemporaneamente, non possiamo smettere di lavorare. Insomma, immaginamo di essere improvvisamente costretti ad andare a lavorare senza andare al lavoro [forse vi ricorda qualcosa]. La domanda &#8211; la prima &#8211; a cui bisogna dare risposta \u00e8: &#8220;cosa posso e non posso fare, quali compiti posso continuare a svolgere fuori sede?&#8221;; la risposta a questa domanda da la misura dei limiti imposti alla mioa capacit\u00e0 di lavorare da remoto. Generalmete, se l&#8217;azienda per cui lavoro non si \u00e8 attrezzata per tempo per permettere ai propri dipendenti di lavorare da remoto, la risposta alla domanda sar\u00e0: &#8220;posso comunque leggere rispondere alle e-mail, trattare la posta elettronica certificata&#8221;, al pi\u00f9, se sono amministrativo, &#8220;accedere alla banca ed effettuare movimentazioni bancarie.&#8221; Giusto! \u00e8 gi\u00e0 qualcosa, ma a chi faccio il bonifico se non conosco le fatture da saldare, le scadenze, le fatture da incassare, a chi telefonare o mandare la PEC per sollecitare i pagamenti? Questo \u00e8 il problema. Fuori dal mio ufficio probabilmente sar\u00f2 a mezzo regime. Posso garantire un minimo di continuit\u00e0 operativa, diciamo che posso sopravvivere all&#8217;assedio solo per pochi giorni. Purtroppo per\u00f2, al tempo del Coronavirus l&#8217;assedio dura molto di pi\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I Software di supporto<\/h4>\n\n\n\n<p>Poich\u00e8 la maggior parte delle Aziende, specialmente piccole e micro, non si sono attrezzate per tempo a lavorare da remoto, men che meno le piccole Pubbliche Amministrazioni, a venirci incontro sono alcuni Software (programmi) di uso comune, abitualmente utilizzati per le cosiddette &#8220;connessioni da remoto&#8221;. Generalmente utilizzati da chi offre servizi di assistenza tecnico &#8211; sistemistica per accedere remotamente e &#8220;prendere il controllo&#8221; del desktop del cliente. Questi Software, di cui probabilmete il capostipite \u00e8 il progetto &#8220;open source&#8221; VNC, sono accomunati da uno stesso meccanismo: abbiamo un pc A in ufficio e un pc B a casa, vogliamo controllare A a partire da B. Installo il programma su A, in ufficio, in modo che questo sia sempre attivo, memorizzo ID di connessione e password, mi reco a casa su B, avvio il medesimo programma (non necessariamente \u00e8 richiesta installazione) inserisco il codice di A e la password e, magicamente, accedo al desktop del mio A.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi software sono perfetti per accedere direttamente al proprio PC e, di conseguenza, alla propria rete aziendale, al proprio Server, quindi a tutti i Dati e i programmi installati su A, ivi compresi quelli che, per funzionare hanno bisogno dei dati di un Server con cui A \u00e8 collegato. Sono perfetti, ma hanno alcuni limiti, o difetti, se vogliamo essere pignoli.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Tutti (o quasi) hanno una versione gratuita, ma nessuno \u00e8 gratuito per uso professionale, e non fate i furbi. il vostro non \u00e8 un caso di uso non professionale, prima o poi vi bloccano.<\/li><li>La visualizzazione non \u00e8 perfetta; al di l\u00e0 della disponibilit\u00e0 di banda  lato A e lato B, se il PC A ha una risoluzione del display pi\u00f9 &#8220;alta&#8221; rispetto a quanto B possa supportare, sperimenterete una visualizzazione piuttosto ridotta con icone piccolissime e scritte microscopiche. Non \u00e8 un caso sporadico, poich\u00e8 spesso in ufficio si ha un pc fisso con monitor grande, mentre ci si collega da casa con un notebook 15&#8221;.<\/li><li>Per questioni di sicurezza la stanza in cui il PC A \u00e8 sistemato dovrebbe essere chiusa: quando si lavora da remoto sul proprio desktop le nostre attivit\u00e0 sono visibili da chiunque si trovi difeonte allo schermo del nostro PC, e noi o possiamo sapere se qalco sta gardado.<\/li><li>Tanto A quanto B devono essere collegati ad Internet, meglio se con prestazioni di rete superiori a 10 Mbps.<\/li><li>Il pc A deve necessariamente essere sempre acceso; anche se adesso alcune soluzioni iniziano, timidamente, ad inviare &#8220;magic packets&#8221; per avviare i PC da remoto, ma solo alcuni, e solo in taluni casi.<\/li><li>Il PC A deve avviare automativamente il software di connessione remota all&#8217;avvio del PC (deve essere installato come servizio) perch\u00e8, in mancanza di presidio della postazione, se il software non avvia, da remoto non si avvia la sessione. <\/li><li>Infine il PC deve avere SEMPRE lo stesso ID e la stessa password, pena l&#8217;impossibilit\u00e0 di collegarsi.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>A titolo meramente esemplificativo, senza, cio\u00e8, pretendere di enumerarli tutti, e in disordine di importanza, ne elenco alcni, forse, tra i pi\u00f9 tilizzati al momento:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.realvnc.com\/en\/connect\/download\/viewer\/windows\/\">VNC<\/a> : Giacch\u00e8 l&#8217;ho citato, in quanto capostipite, ho il dovere di citarlo per primo. \u00e8 un software multipiattaforma nel vero senso della parola, non c&#8217;\u00e8 Sistema Operativo che non lo supporti. VNC ha dozzine di varianti: UltraVNC TightVNC, TigerVNC e, la versione qui citata, RealVNC. Pi\u00f9 avanti pubblicher\u00f2 dei tutorial sull&#8217;installazione e utilizzo. <\/li><li><a href=\"https:\/\/www.teamviewer.com\/it\/\">Teamviewer<\/a> : probabilmente tra i software di connessione remota \u00e8 il  pi\u00f9 conosciuto. Multipiattaforma anch&#8217;esso. La sua politica di licenza gratuita \u00e8 limitata al solo uso personale, non aziendale. ma ha comunque un poriodo di prova anche per uso professionale.<\/li><li><a href=\"https:\/\/anydesk.com\/\">AnyDesk<\/a> : Ottimo strumento, facile e intuitivo. Multipiattaforma, come gli altri da a disposizione una versione gratuita per uso non professionale.<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.iperiusremote.it\/download.aspx\">Iperius Remote<\/a> :un Software giovane, italiano, per utenti Windows, sepur disponibile anche per piattaforme mobile. Gratuito, come gli altri, per un uso non professionale.<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.supremocontrol.com\/download-supremo\/\">Supremo<\/a> :Multipiattaforma, gratuito nella versione non professional, semplice da utilizzare, economico per la versione a pagamento.<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.logmein.com\/it\">logmeIn<\/a> : Tante versioni di prova, nessuna versione gratutita. Log Me In non prevede un uso non professionale e. Concettalmente un po&#8217; pi\u00f9 complesso degli altri suoi competitor, \u00e8 comunqe un ottimo prodotto.<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.livecare.it\/it\/download-software-assistenza-remota.php\">LiveCare<\/a>: Similmente a logmein anche livecare richiede registrazione sul Cloud, e, successivamente, di associare i PC al proprio account. \u00e9 un prodotto multipiattaforma, leggero e funzionale, personalizzabile a pi\u00f9 livelli. Esso prevede anche la modalit\u00e0 Mlti-User, cos\u00ec da permettere ad una Organizzazione di assegnare uno o pi\u00f9 Device ad uno, o pi\u00f9 , utenti. Esiste la versione di prova, e non prevede n uso non professionale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Le VPN<\/h4>\n\n\n\n<p>Un intero capitolo a parte meriterebbe di essere dedicato alle VPN, acronimo di Virtal Privat Network, ossia Local Area Network (LAN) virtuale. Rispetto a tutte le soluzioni software sopra indicate, la VPN offre maggiori garanzie di sicurezza nell&#8217;accesso dall&#8217;esterno alla propria rete aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da sottolineare che le VPN esistono da molto tempo. Sono uno dei primi sistemi utilizzati per lavorare da remoto. Concretamente le VPN consentono di aprire un &#8220;tunnel&#8221; di comunicazione tra due punti raggiungibili su Internet. Il tunnel \u00e8 un canale privato e criptato (pi\u00f9 o meno) il cui compito \u00e8 quello di proiettarci (ovunque noi siamo) nella nostra rete aziendale LAN. come se, a tutti gli effetti, fossimo in sede.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa soluzione \u00e8 decisamente pi\u00f9 sicura, ma non risponde all&#8217;esigenza espressa all&#8217;inizio: dover lavorare da remoto dall&#8217;oggi al domani. Infatti, tranne per alcuni casi, di cui LogMeIn Hamachi rappresenta un valido esempio, essa richiede delle configurazioni specifiche per la rete Aziendale, la configurazione degli accessi, l&#8217;apertura di porte adatte, e l&#8217;installazione di HW specifico. Inoltre non \u00e8 assolutamente detto che, una volta avuto accesso alla rete aziendale, io sappia che cosa farmente. forse (e molto dipende da com&#8217;\u00e8 strutturata la rete e gli accessi ad essa) ripeto forse riesco a vedere i Dati ospitati nel mio file-server, ma, non \u00e8 assolutamente certo che riesca ad usare il mio programma di contabilit\u00e0, il mio CRM aziendale, o qualsiasi programma che &#8220;lavori&#8221; in modalit\u00e0 client-server. A maggior ragione non potr\u00f2 utilizzare quei programmi non client-server che &#8220;girano&#8221; solo nel mio computer.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva la VPN permette di &#8220;accedere&#8221; virtualmente alla nostra LAN aziendale di &#8220;vedere&#8221; il nostro Server da casa, ma cosa possiamo fare una volta entrati? Un programma Client-Server, come un gestionale o un software di produzione, funziona (talvolta anche lentamente) quando siamo in ufficio; quando siamo fuori rete la larghezza di banda \u00e8 data dalla qualit\u00e0 di banda Internet di casa e la qualit\u00e0 di banda Internet dell&#8217;ufficio. Pi\u00f9 precisamente dalla banda in download di casa e la banda in upload dell&#8217;ufficio. Non voglio farla troppo difficile: normalmente, oggi, le reti aziendali (LAN) viaggiano a 1000 Mbps (o gigabit) bilanciata (download &#8211; upload). Mentre una buona banda Internet, mediamente, offre 100 Mbps\/ download e 30 Mbps Upload. \u00c8 molto probabile che il programma che gi\u00e0 in ufficio \u00e8 lento, dalla VPN sia inservibile! Questo, sebbene possa sembrare un ostacolo insormontabile, pu\u00f2 trovare risposte in connessioni desktop remoto, citrix o quant&#8217;altro ci dia la possibilit\u00e0 di lavorare su un pc interno all&#8217;Azienda.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Smart Working<\/h4>\n\n\n\n<p>Eccoci infine giunti allo Smart Working. Questo, oltre ad essere strettamente imparentato con il remote working riassume in s\u00e9 le principali caratteristiche di tutti gli aspetti citati. \u00c8 cloud computing, \u00e8 collaborative working ed \u00e8, naturalmente, remote working. \u00c8 un nuovo modo, agile, di lavorare senza consumare carburante. Un aspetto non trascurabile da tener presente quando si intraprende la strada dello smart working. Ma lo smart working \u00e8 molto di pi\u00f9 della semplice somma degli aspetti su citati, non \u00e8 solo collegarsi al proprio PC in ufficio, non \u00e8 solo lavorare in Cloud, non \u00e8 solo collaborative working. Sopratutto se coniugato con un oculato uso del cloud Lo smart Working p\u00f2 significare letteralmente trasferire il proprio ufficio in nuvola. allora s\u00ec che si ottiene ci\u00f2 per cui vale la pena utilizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente uno schema grafico sarebbe pi\u00f9 esplicativo, ma cerchiamo di usare l&#8217;immaginazione: il nostro Server viene virtualizzato. I nostri programmi spostati, da un luogo fisico, tipicamente il sottoscala in cui vengono relegati i Server, ad un neverland in giro per il Globo. Non importa dove siano, (se non per questioni di protezione Privacy e GDPR, a volte anche eccessivamente burocratiche), importa solo che siano sempre raggiungibili, dovunque ci troviamo. Questo aspetto dello Smart Working dovrebbe far riflettere molto sull&#8217;esigenza di tenere &#8220;in casa&#8221; pezzi di ferro&#8221;, a volte anche molto ingombranti, dei quali doversi prendere cura, molta cura. Da nutrire a suon di corrente elettrica, da proteggere da agenti atmosferici di vario tipo (caldo &#8211; freddo, alluvioni, terremoti ecc.). Ecco che lo &#8220;Smart Working&#8221; si traduce da lavoro agile in lavoro Intelligente. Intelligente perch\u00e8 permette ai notri agenti, in giro a procacciare clienti, di avere quotazioni, ordini e contratti in tempo reale, intelligente perch\u00e8 permette a chi oggi non pu\u00f2 o non vuole prendere la macchina, di collegarsi da casa e svolgere i propri compiti esattamente come se fosse in ufficio. Intelligente perch\u00e8, a fronte di un investimento (spesso mensile detraibile e comunque abbastanza leggero), riduce, di molto, i costi di manutenzione Hardware. Niente gruppo di continuit\u00e0 che fischia ininterrottamente, niente corrente che salta per sovraccarico di tensione, nente alimentatore che si brucia, niente scheda di rete che perde impostazioni, sale dedicate, climatizzatori e, tra tutti il leader, il disco che si rompe.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo non \u00e8 vero che, messo in cloud il Server, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla a cui dover pensare, bisogna continuare ad occuparsi della propria rete interna, curarsi dei router, degli switch, dei firewall, metter in sicurezza la rete WiFi, in generale proteggere qualunque comunicazione da e verso il mondo esterno, anche pi\u00f9 di prima, visto che la maggior parte delle comunicazioni escono dall&#8217;ufficio, ma i vantaggi sono comunque superiori. Anche se, bisogna ammetterlo, alcuni maggiori accorgimenti vanno presi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Scegliere consapevolmente e meticolosamente il &#8220;provider&#8221; cui dare la propria fiducia, i propri dati e i propri soldi. <\/li><li>Evitare specchietti per le allodole. I Server ben custoditi hanno il loro costo. Rivolgetevi a chi lo fa di professione e da pi\u00f9 tempo.<\/li><li>Mettere in sicurezza gli accessi al Server: Creare ove possibile VPN di protezone.<\/li><li>Imporre policy di cambio password fequente e certo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Nella speranza che questo breve articolo serva anche ad una sola persona per prendere le giuste decisioni in periodo di COVID-19, e nell&#8217;augurio che questo periodo, per quanto brutto, possa contribuire a modificare, migliorandolo, il nostro atteggiamento verso il nostro ambiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"qua-blog-post-description\">COVID-19 sar\u00e0 ricordato per molto tempo. 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